Géza Kertész

Template:PropostaRiconoscimentoQualità

Géza Kertész
Géza Kertész.jpg
Nazionalità Ungheria Ungheria
Altezza 190[1] cm
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex Mediano-interno)
Ritirato 1927 - giocatore
1944 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1911-1919BTC Budapesti? (?)
1920-1923Ferencváros19 (8)
Carriera da allenatore
1925-1926Carrarese
1927-1928Carrarese
1928-1929Viareggio
1929-1931Salernitana
1931Salernitana
1931-1933Catanzarese
1933-1936Catania
1936-1938Taranto
1938-1939Atalanta
1939-1940Lazio
1941Salernitana
1941-1942Catania
1942Azzurro.png R.S.T. Littorio
1942-1943Roma
1943-1944Újpest
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Géza Kertész (pronuncia: [ˈɡeːzɒ ˈkɛrteːs]; Budapest, 21 novembre 1894Budapest, 6 febbraio 1945) è stato un calciatore e allenatore di calcio ungherese.

In patria giocò nella massima serie come mediano-interno per il BTC e il Ferencváros e fu anche convocato in Nazionale, con cui disputò un'amichevole. Si trasferì poi in Italia, dove intraprese una lunga carriera da allenatore nelle serie minori, culminata in un biennio in Serie A con Lazio e Roma. Vinse sei campionati, ottenendo quattro promozioni dalla terza alla seconda serie.

Tornato in Ungheria, morì da eroe durante la seconda guerra mondiale; la sua storia fu però dimenticata per decenni. È stato definito di recente lo Schindler del Catania[2][3].

Biografia

A volte è chiamato erroneamente negli almanacchi Kertész IV[4], ma non era fratello dei fratelli Gyula, Vilmos e Adolf, tutti calciatori ma solo suoi omonimi[5]. Sposato con Rosa[6], aveva due figli: Kate[7] e Geza[8]. I giornalisti dell'epoca lo descrivevano alto, simpatico, con occhi piccoli e ammiccanti, aveva un'andatura dinoccolata e un portamento eretto; aveva un sorriso tra lo scettico e il burlesco[7]; parlava in modo pacato e suadente[9].

Visse in Ungheria fino al 1925, quando si trasferì in Italia; qui rimase a lungo a Catania, dove risiedeva nella villa Spadaro-Ventura[2]; nella città siciliana era molto popolare[7].

Gli eventi della seconda guerra mondiale portarono all'interruzione del campionato italiano: Kertész decise quindi di tornare in patria. Nazionalista[2], era tenente colonnello dell'esercito[7] e costituì, insieme all'ex-compagno di squadra Tóth (anche lui con un passato da allenatore in Italia), un'organizzazione resistenziale che salvò decine di ebrei e partigiani ungheresi dai campi di sterminio nazisti. Si travestì anche da soldato della Wehrmacht per aiutare delle persone a scappare dal ghetto di Budapest[2] e aveva rapporti con i servizi segreti americani[10].

Kertész fu però arrestato nel dicembre 1944, dopo che un delatore riferì alla Gestapo che nascondeva un ebreo in casa, e morì fucilato insieme allo stesso Tóth qualche giorno prima della liberazione della capitale ungherese[11]. Con loro morirono altri cinque commilitoni, nell'atrio del Palazzo Reale di Buda[7]. Al suo funerale parteciparono migliaia di persone e anche dei catanesi, gli fu riconosciuto il titolo di «martire della patria»[7] ed è seppellito nel cimitero degli eroi[2] di Kerepes, sin dall'aprile 1946[12]. La sua storia però è stata dimenticata del regime comunista, a causa del suo passato da nazionalista[3].

Nel 2011, a Catania è stato costituito un comitato di cittadini che propone l'intitolazione di una strada alla sua memoria[13], rinnovando l'impegno anche a causa della paventata esclusione dell'allenatore dal cimitero degli eroi[14]. In collaborazione con il Comune, il comitato ha anche organizzato un evento in sua memoria in piazza Verga, dove sorgeva lo stadio della squadra che fu promossa per la prima volta in Serie B[15].

Caratteristiche tecniche

Era un giocatore intelligente e versatile, capace di giocare in tutte le posizioni del campo, tranne che in porta. Il suo unico difetto era la lentezza, tanto da essere soprannominato lajhár, il bradipo[5]. Nell'anno in cui giocò da titolare nel Ferencváros, fu schierato prevalentemente in mediana e in attacco[16].

«Avete una gran bella squadra, ma sovratutto un grandissimo allenatore»

(Gianpiero Combi a Enzo Longo, parlando del Catania e di Kertész nel 1934[7])

Era un allenatore quotato, molto esigente e pignolo[9]. In ritiro iniziava sin dal primo giorno con la ginnastica svedese per preparare i propri giocatori[17]. Fu inoltre il primo in Italia a introdurre la possibilità di svolgere ritiri collegiali; a Catania lo fece in una villa nei pressi dello stadio Cibali, con severi orari di sveglia e di ritorno in camera che decideva lui stesso[18]. La formazione etnea, al primo anno di Serie B, faceva della difesa e del contropiede le sue armi principali[19]. Anni dopo, in Serie C, il gioco del Catania allenato da Kertész era senza fronzoli, concreto e pratico[20]. Preparava le sue squadre anche in funzione delle avversarie; nel finale della carriera diventò un estimatore del Sistema[9].

Géza Kertész all'Atalanta.

Carriera

Giocatore

Club

Iniziò a giocare nel Budapesti TC, con cui rimase dal 1911 al 1919[5]; passò poi al Ferencváros, con cui esordì il 5 maggio 1920 contro il Törekvés, nella gara vinta per 4-1[21]. Con la maglia biancoverde (che vestì insieme a István Tóth) giocò 19 gare di campionato, in cui mise a segno otto reti[21], tutte nel 1920-1921[16], e altre 10 tra amichevoli internazionali e gare varie[21]. Nelle altre due stagioni al Ferencváros disputò solo amichevoli internazionali e nessuna partita tra campionato e Coppa[22][23]; l'ultima partita nota è del 1º maggio 1923, persa per 0-1 contro il Vasas[21]. Con il club conquistò il terzo posto in campionato nell'annata 1920-1921[21] e nel 1921-1922 la Coppa d'Ungheria (pur non giocando)[24].

Nazionale

Ai tempi del Budapesti TC venne convocato in Nazionale per un'amichevole contro l'Austria, disputata il 3 maggio 1914 a Vienna e persa per 2-0[25]: fu la sua unica presenza con la maglia della Nazionale magiara[21].

Allenatore

Le vittorie di 3ª e 1ª Divisione

Nel 1925-1926 arrivò in Italia, diventando allenatore della Carrarese[26][27]. La squadra disputava la Terza Divisione e vinse il girone B, arrivando poi seconda in quello finale[28]; la squadra allenata da Kertész (terzo allenatore ungherese dei toscani dopo Molnár e Guzsik) conquistò dunque la promozione in Seconda Divisione[29]. Sostituito un anno da Imre Payer[30], ritornò ad allenare la formazione azzurra nel 1927-1928[26], ottenendo una tranquilla salvezza in Prima Divisione[31].

Kertész allenò nei suoi esordi in Italia anche il Vezio Parducci Viareggio[4]. Per due stagioni in Prima Divisione passò poi alla Salernitana[32]. Giunse nel 1929-1930[33] e la stagione fu altalenante[34].

Nel 1930-1931 invece la squadra campana era più equilibrata nei reparti e condusse a lungo il torneo; si trasferì al nuovo stadio ma Kertész lasciò a campionato in corso[35]. La società, dopo essersi affidata a Silvio Stritzel, reclamò con la FIGC e costrinse l'allenatore al ritorno; la squadra vinse il girone e arrivò in finale per la promozione in Serie B contro il Cagliari, perdendola[36]. Quell'anno la squadra vinse le prime otto partite di fila in casa che, sommate alle sei della stagione precedente, costituiscono tutt'ora il record per la squadra campana: 14, eguagliato poi da Gipo Viani[37].

In seguito andò alla Catanzarese, anche qui per due stagioni: il presidente Talamo venne casualmente a conoscere le sue esperienze professionali e lo pregò ripetutamente di guidare la squadra[38]. Con i calabresi conquistò la promozione in Serie B nella seconda stagione[39] e lasciò un ricordo positivo tale da venire accompagnato dai tifosi alla stazione di Lamezia Terme e omaggiato con numerosi doni[40].

Il primo in piedi da destra è Kertész con il Catania 1933-1934.

Passò quindi nel 1933 al Catania, militante in Prima Divisione. Era fortemente voluto del presidente Vespasiano Trigona di Misterbianco: i due pranzavano insieme prima di ogni partita come rito scaramantico[2]. Con il Catania vinse il proprio girone per la terza volta in quattro anni[41] e conquistò nella prima stagione la prima promozione dei siciliani in Serie B della loro storia[42].

Quattro stagioni in Serie B

Guidò i catanesi per due stagioni nella serie cadetta, cogliendo un quarto e un ottavo posto[42]. All'esordio, la squadra arrivò a giocarsi i posti a ridosso della promozione, fermando sul pareggio anche il Genova 1893 in una partita che per anni sarebbe rimasta nella memoria collettiva catanese[43]. In squadra c'era anche Amedeo Biavati, che sarebbe diventato campione del mondo[5].

L'anno seguente fu più difficile, la squadra pareggiò appena una partita, dunque i risultati furono molto altalenanti e ciò portò a chiudere 15 punti sotto la vetta[44]; il gruppo nel finale gli sfuggì di mano[45]. Con l'addio del presidente Trigona di Misterbianco, anche Kertész lasciò la squadra[2].

Il Taranto lo ingaggiò nel 1936. Con il club pugliese conquistò nuovamente la promozione in Serie B alla prima stagione[46][47], non riuscendo però nella successiva a guidare la squadra alla salvezza[48][49].

In Serie A: Lazio e Roma

Il primo da destra in piedi è Kertész, nella formazione della Roma 1942-1943.

Nella stagione 1938-1939 si trasferì all'Atalanta, con cui mancò la promozione nel massimo campionato in modo rocambolesco: a cinque giornate dalla fine i bergamaschi vantavano infatti un vantaggio di 6 punti sulla seconda, ma la squadra subì il recupero del Venezia che vinse il campionato.

Kertész esordì poi in una panchina di Serie A con la Lazio: nel primo campionato conquistò il quarto posto finale, ma venne esonerato nel corso della stagione seguente dopo sole sei gare. Tornò alla Salernitana a stagione in corso[32]: subentrò a Ferenc Hirzer, vinse sei partite di fila ma perse la sfida decisiva contro la Borzacchini Terni e venne esonerato[50].

Andò poi di nuovo al Catania nella stagione 1941-1942, in Serie C[42]. La squadra ruotava attorno al centravanti Koenig[51], ma non riuscì a rientrare nel novero delle migliori del girone[52].

Nell'agosto 1942 fu ingaggiato dal Littorio, in Serie C[53]. Dopo tre vittorie, tre pareggi e tre sconfitte[54], dal 12 dicembre dello stesso anno[55] venne chiamato alla guida della Roma, vincitrice della scudetto nella stagione precedente, subentrando al connazionale Alfréd Schaffer[56]. L'avventura giallorossa non fu fortunata, dato che Kertész cercò di applicare la sua tattica di gioco, il Sistema, ad una rosa abituata a giocare in velocità ed in contropiede[56]: il risultato fu un campionato mediocre, che vide la Roma terminare la stagione nelle parti basse della classifica.

Tornato in patria, passò la sua ultima stagione da allenatore con l'Újpest nel 1943-1944[12].

Statistiche

Presenze e reti nei club

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1911-1912 Ungheria/Ungheria Budapesti TC NB1 ? ? - - - ? ?
1912-1913 NB1 ? ? - - - ? ?
1913-1914 NB1 ? ? - - - ? ?
1916-1917 NB1 ? ? - - - ? ?
1917-1918 NB1 ? ? - - - ? ?
1918-1919 NB1 ? ? - - - ? ?
Totale Budapesti TC ? ? - - ? ?
1920-1921 Ungheria Ferencvárosi TC NB1 19 8 - - - 19 8
1921-1922 NB1 0 0 MK 0 0 0 0
1922-1923 NB1 0 0 MK 0 0 0 0
Totale Ferencvárosi TC 19 8 0 0 19 8
Totale carriera 19+ 8+ 0 0 19+ 8+

Statistiche da allenatore

Stagione Squadra Campionato Piazzamento Andamento
Giocate Vittorie Pareggi Sconfitte % vittorie
1925-1926 Italia Carrarese SD 1º, prom. 20 14 1 5 70,00
1927-1928 Italia Carrarese PD 18 4 7 7 22,22
1928-1929 Italia Viareggio PD 26 7 10 9 26,92
1929-1930 Italia Salernitana PD 28 13 4 11 46,43
1930-1931 PD sost., sub., 1º 19 14 3 2 73,68
1931-1932 Italia Catanzarese PD 28 11 5 12 39,29
1932-1933 PD 1º, prom. 20 13 5 2 65,00
1933-1934 Italia Catania PD 1º, prom. 24 20 1 3 83,33
1934-1935 B 29 16 5 8 55,17
1935-1936 B 34 16 1 17 47,06
1936-1937 Italia Taranto C 1º, prom. 26 17 6 3 65,38
1937-1938 B 16º, retr. 32 6 6 20 18,75
1938-1939 Italia Atalanta B 34 15 13 6 44,12
1939-1940 Italia Lazio A 30 12 11 7 40,00
1940-1941 A sost. 6 0 4 2 &&0,00
1940-1941 Italia Salernitana C sub., sost. 15 7 4 4 46,67
1941-1942 Italia Catania C 24 12 5 7 50,00
1942-1943 Italia R.S.T. Littorio Roma C sost. 9 3 3 3 33,33
1942-1943 Italia Roma A sub, 9º 20 9 0 11 45,00
1943-1944 Ungheria Újpest NB 1 30 13 7 10 43,33
Totale 472 222 101 149 47,03

Cronologia presenze e reti in Nazionale

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Ungheria
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
3-5-1914 Vienna Austria Austria 2 – 0 Ungheria Ungheria Amichevole -
Totale Presenze 1 Reti 0

Palmarès

Giocatore

Club

Ferencváros: 1921-1922

Allenatore

Competizioni nazionali

Catanzarese: 1932-1933; Catania: 1933-1934
Taranto: 1936-1937
Carrarese: 1925-1926

Note

  1. ^ Lorenzo Cresci; Armando Napoletano, Kértesz, l'eroe dimenticato di una storia finita male (JPG), in Il Secolo XIX, 28 gennaio 2015. URL consultato il 18 marzo 2015.
  2. ^ a b c d e f g Filippo Solarino, Ritratti. “Lo Schindler del Catania”: Geza Kertesz l’allenatore dal cuore buono, su barbadillo.it, 5 maggio 2013. URL consultato il 23 gennaio 2015.
  3. ^ a b Fernando Massimo Adonia, "Lo Schindler del Catania". Géza Kertész, eroe rossoazzurro, su livesicilia.it, 27 gennaio 2015. URL consultato il 3 febbraio 2015.
  4. ^ a b (EN) List of Hungarian Coaches in Italy before 1945, RSSSF. URL consultato il 1º febbraio 2011.
  5. ^ a b c d (HU) Kertész Géza, su tempofradi.hu, 18 novembre 2014. URL consultato il 30 gennaio 2015. La fonte è Dénes, Peterdi, Rochy, Selmeci.
  6. ^ In visita a Catania la moglie di Mr. Kertsz (PDF), in Popolo di Sicilia. URL consultato il 15 marzo 2015.
  7. ^ a b c d e f g Enzo Longo, Ricordo di Geza Kertesz, cit. in Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 110.
  8. ^ Claudio Vimercati, Morto Geza Kertesz, ex insegnante e appassionato di fotografia, in La Stampa, 4 dicembre 2012. URL consultato il 22 gennaio 2015.
  9. ^ a b c e.m., Quelli che voi criticate - Géza Kertesz, in Il Littoriale, 29 novembre 1942.
  10. ^ Massimiliano Salvo, Se ne sono andati, in la Repubblica, 9 dicembre 2012. URL consultato il 3 febbraio 2015.
  11. ^ (HU) Toth Potya Istvan, tempofradi.hu. URL consultato il 6 febbraio 2011.
  12. ^ a b (HU) Tóth-Potya, Brüll, Kertész - A holokauszt futballáldozatai, fourfourtwo.hu, 16 aprile 2013. URL consultato il 4 febbraio 2015.
  13. ^ Graziella Nicolosi, Costituito comitato per ricordare Geza Kertesz, su calciocatania.com, 9 maggio 2011. URL consultato il 23 gennaio 2015.
  14. ^ Roberto Quartarone, L’allenatore del Catania Kertész sfrattato dal cimitero degli eroi, su Quotidiano di Sicilia, 18 maggio 2012, p. 23. URL consultato il 7 febbraio 2015.
  15. ^ Carmen Valisano, Il ricordo di Kertész, l'allenatore-eroe. «La sua storia ignorata da tifosi e società», su meridionews.it, 30 settembre 2013. URL consultato il 23 gennaio 2015.
  16. ^ a b (HU) Az 1920/21 évi bajnoki szezon mérkőzései, tempofradi.hu, 20 gennaio 2009. URL consultato il 30 gennaio 2015.
  17. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 53.
  18. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 59.
  19. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 61.
  20. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 93.
  21. ^ a b c d e f (HU) Kertész Géza, tempofradi.hu. URL consultato il 2 febbraio 2011.
  22. ^ (HU) Az 1921/22 évi bajnoki szezon mérkőzései, tempofradi.hu, 21 gennaio 2009. URL consultato il 30 gennaio 2015.
  23. ^ (HU) Az 1922/23 évi bajnoki szezon mérkőzései, su tempofradi.hu. URL consultato il 30 gennaio 2015.
  24. ^ È esclusa la sua presenza nella rosa del Ferencváros nel 1924-1925, come segnalato da (EN) List of Hungarian Coaches in Italy before 1945, RSSSF. URL consultato il 1º febbraio 2011.; cfr. (HU) Az 1924/25 évi bajnoki szezon mérkőzései, su tempofradi.hu. URL consultato il 30 gennaio 2015.. Inoltre, al contrario di quanto segnala Rsssf.com, non giocò né nello Spezia (in quanto nella stessa stagione era allenatore della Carrarese), né nella Carrarese, cfr. Fontanelli, Masseglia, p. 51
  25. ^ (DE) Austria - partite ufficiali dal 1902 all'agosto 1923 (PDF), oefb.at. URL consultato il 1º febbraio 2011.
  26. ^ a b Fontanelli, Masseglia, p. 9
  27. ^ Come segnalano Fontanelli, Galante, Andreoni, p. 85 e Allenatori - Dal 1911 al 1962, acspezia.com. URL consultato il 2 febbraio 2011., l'allenatore-giocatore dello Spezia nel 1925-1926 non era Géza, bensì Tomasz Kertész, al contrario di quanto riportato da (EN) List of Hungarian Coaches in Italy before 1945, RSSSF. URL consultato il 1º febbraio 2011.
  28. ^ Fontanelli, Masseglia, p. 47
  29. ^ Fontanelli, Masseglia, p. 48
  30. ^ Fontanelli, Masseglia, p. 52
  31. ^ Fontanelli, Masseglia, p. 55
  32. ^ a b I grandi allenatori della Salernitana, salernitana.com. URL consultato il 2 febbraio 2011 (archiviato dall'url originale il 30 novembre 2012).
  33. ^ La Salernitana del biennio 1928/29, su salernogranata.it, 28 febbraio 2012. URL consultato il 23 gennaio 2015.
  34. ^ Valerio Lai, La Salernitana del 1930, su salernogranata.it, 13 marzo 2012. URL consultato il 23 gennaio 2015.
  35. ^ Valerio Lai, La Salernitana degli anni del dopo guerra, su salernogranata.it, 28 marzo 2012. URL consultato il 23 gennaio 2015.
  36. ^ Valerio Lai, 1931: L’anno di Kèrtèsz e Leone, su salernogranata.it, 18 aprile 2012. URL consultato il 23 gennaio 2015.
  37. ^ Giuseppe Fasano, Record granata, Perrone corre su più fronti: domenica può eguagliare Viani, su solosalerno.it, 15 gennaio 2013. URL consultato il 3 febbraio 2015.
  38. ^ Colao, p. 21.
  39. ^ LA STORIA DEL CATANZARO, uscatanzaro.net. URL consultato il 2 febbraio 2011.
  40. ^ Colao, p. 44.
  41. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 55.
  42. ^ a b c Calcio Catania - La Storia, clubcalciocatania.it. URL consultato il 2 febbraio 2011.
  43. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 61.
  44. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 66.
  45. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 70.
  46. ^ Serie C - Girone E - 1936-1937, su xoomer.virgilio.it/mikyegenny. URL consultato il 15 marzo 2015.
  47. ^ Valdevies, p. 114.
  48. ^ Serie B 1937-1938, su xoomer.virgilio.it/mikyegenny. URL consultato il 15 marzo 2015.
  49. ^ Valdevies, p. 120.
  50. ^ Geza Kertesz, l'allenatore eroe ucciso dai nazisti ed il legame con Salerno, su Cronache del Salernitano/salerno.irno.it, 27 gennaio 2015. URL consultato il 27 gennaio 2015.
  51. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 93.
  52. ^ Buemi, Fontanelli, Quartarone, Russo, Solarino, p. 94.
  53. ^ L'allenatore Kertesz al Littorio, in Il Littoriale, 8 agosto 1942, p. 2. URL consultato il 3 luglio 2014.
  54. ^ Le classifiche della Serie C, in Il Littoriale, 8 dicembre 1942, p. 3. URL consultato il 26 febbraio 2015.
  55. ^ 1942-'43: quasi un disastro, su asromaultras.org. URL consultato il 3 luglio 2014.
  56. ^ a b TUTTI GLI ALLENATORI, enciclopediagiallorossa.com. URL consultato il 2 febbraio 2011.

Bibliografia

  • Antonio Buemi; Carlo Fontanelli; Roberto Quartarone; Alessandro Russo; Filippo Solarino, Tutto il Catania minuto per minuto, Empoli, GEO Edizioni, 2010, p. 468.
  • Riccardo Colao, Il Catanzaro, 50 anni, una storia, Roma, Editrice Primerano, 1979.
  • (HU) Dénes Tamás; Peterdi Pál; Rochy Zoltán; Selmeci József, Kalandozó magyar labdarúgók, Stadion könyvtár, 1999, p. 443, ISBN 9638596708.
  • Carlo Fontanelli; Bruno Galante; Fulvio Andreoni, Le Aquile volano in... B, Empoli, GEO Edizioni, 2006, p. 404.
  • Carlo Fontanelli; Gustavo Masseglia, 100 anni di calcio a Carrara, Empoli, GEO Edizioni, 2009, p. 360.
  • Franco Valdevies, 80 anni in rossoblù. Un secolo di calcio a Taranto, Martina Franca, Edizioni Pugliesi, 2007, p. 656, ISBN 9788883481253.