Nube del Lupo

Nube del Lupo
Nebulosa oscura
LupusCloud.jpg
Dati osservativi
(epoca J2000.0)
CostellazioneScorpione
Ascensione retta16h 03m :[1]
Declinazione-38° :[1]
Coordinate galattichel = 339,4; b = +10,9[1]
Distanza652[2] a.l.
(200[2] pc)
Dimensione apparente (V)10°
Caratteristiche fisiche
TipoNebulosa oscura
Galassia di appartenenzaVia Lattea
Caratteristiche rilevanticonnessa all'Associazione Scorpius-Centaurus
Mappa di localizzazione
Nube del Lupo
Scorpius IAU.svg
Categoria di nebulose oscure

Coordinate: Carta celeste 16h 03m 00s, -38° 00′ 00″

La Nube del Lupo è un complesso sistema di nebulose oscure apparentemente distinte ma fisicamente connesse fra di loro, visibili in direzione della costellazione del Lupo.[2]

Osservazione

Mappa della Nube del Lupo.

La Nube del Lupo si osserva come una serie di filamenti oscuri più o meno lunghi e densi visibili nella parte settentrionale e centrale della costellazione del Lupo; essendo nubi quasi esclusivamente non illuminate, esse non sono osservabili direttamente né con un binocolo né con un telescopio amatoriale. La loro presenza può essere rilevata nelle foto a lunga esposizione o composite grazie al fatto che queste nubi mascherano i campi stellari retrostanti. Il filamento più lungo è anche il più settentrionale, e si individua fra le stelle ξ Lupi e ψ1 Lupi, più in prossimità di quest'ultima; in questa regione una parte del gas diventa visibile in quanto appare direttamente illuminato dalle stelle azzurre situate nelle vicinanze. Gli altri filamenti si estendono a sud e a sudest di questo, fino a sconfinare nelle adiacenti costellazioni dello Scorpione e del Regolo.

Poiché la costellazione del Lupo ha una declinazione media piuttosto meridionale, la sua osservazione risulta notevolmente penalizzata dalle regioni situate nell'emisfero boreale, e in particolare da quelle a nord del 50º parallelo nord; dall'emisfero australe la costellazione del Lupo è invece visibile per la gran parte delle notti dell'anno e si presenta anche molto alta sull'orizzonte. Il periodo ideale per la sua osservazione nel cielo serale è compreso fra i mesi di maggio e settembre.

Caratteristiche e struttura

La nube Lupus 1. Il legame fra la Nube del Lupo e l'Associazione Scorpius-Centaurus è ben evidente nel fatto che alcune aree gassose ricevono direttamente la luce delle stelle dell'associazione.

La Nube del Lupo è composta da un sistema di filamenti nebulosi oscuri connessi a giovani stelle di pre-sequenza principale di piccola e media massa; grazie alla sua distanza media di appena 200 parsec (650 anni luce), è una delle regioni di formazione stellare più vicine conosciute, assieme alla Nube di Rho Ophiuchi, la Nube della Corona Australe e la Nube del Toro. Essa si compone di diverse sottostrutture, numerate da 1 a 9; Lupus 1, catalogato anche come B 228, è il filamento nebuloso più esteso e più settentrionale fra tutti, seguito da Lupus 2 e Lupus 3 nei pressi della stella η Lupi. Lupus 4 si trova sul confine con lo Scorpione e il Regolo, mentre Lupus 5 ricade per intero nello Scorpione assieme a Lupus 9; Lupus 6, 7 e 8 sono i filamenti minori e giacciono invece nel Regolo.[2] Parte degli addensamenti gassosi sembrano ricevere direttamente la luce delle componenti dell'Associazione Scorpius-Centaurus, diventando parzialmente visibili come deboli nebulose a riflessione; ciò è anche un indizio della reale connessione fra le nubi e l'associazione.

Benché la nube sia stata correttamente collocata all'interno di una precisa regione galattica, l'esatto valore della distanza delle sue componenti nebulose è ancora oggetto di dibattito; vari studi hanno infatti indicato per questo complesso nebuloso delle distanze comprese fra 100 ed oltre 300 parsec, con un generale consenso su valori compresi fra 140 e 240 parsec. Anche considerando questi ultimi due valori estremi, l'escursione è tale che non consente di poter determinare con certezza importanti parametri come la massa totale del sistema o la luminosità reale delle stelle di piccola massa ad esso associato.[2] La distanza media dei vari sottogruppi dell'Associazione Scorpius-Centaurus è stata determinata attraverso le misurazioni della parallasse compiute dal satellite Hipparcos, che ha fornito i valori di 145 parsec per il sottogruppo "Scorpione superiore" e 140 parsec per il sottogruppo "Centauro superiore-Lupo",[3] fra i quali la Nube del Lupo sembra essere posizionata. Tramite lo studio della parallasse di alcune delle stelle variabili più luminose situate nella nube sono stati derivati dei valori di distanza che vanno dai 108 parsec per la stella RY Lupis, fino ai 230 parsec per RU Lupis e i 241 parsec per HR 6000.[4] Tramite lo studio della ricca popolazione di stelle T Tauri associata alla Nube del Lupo si è tentato di determinare i valori di distanza delle singole sottostrutture che compongono il complesso nebuloso; secondo questi studi, la gran parte di esse si troverebbero a una distanza media di circa 150 parsec, mentre la nube Lupus 3 sarebbe leggermente più lontana, a circa 200 parsec, considerando anche la relativa profondità di questa popolazione lungo la linea di vista.[2][5]

Il gas molecolare della Nube del Lupo si estende esclusivamente a nord del piano galattico, fino alla relativamente elevata latitudine galattica di +25°, similmente a come avviene per l'Associazione Scorpius-Centaurus. Le varie sottostrutture contengono una discreta quantità di globuli più densi, la cui massa risulta compresa fra 2 e 46 M; oltre la metà di questi tuttavia possiedono una massa inferiore alle 10 M. Il loro raggio è invece compreso fra 0,11 e 0,30 parsec.[6]

Legami con l'Associazione Scorpius-Centaurus

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Associazione Scorpius-Centaurus.
Dinamiche dei possibili processi di formazione stellare che hanno portato alla nascita dell'Associazione Scorpius-Centaurus. In rosso le aree in cui la formazione stellare si è esaurita, in verde quelle in cui è ancora attiva e in grigio le nubi inattive.

La Nube del Lupo giace fisicamente nei pressi della grande Associazione Scorpius-Centaurus, l'associazione OB più vicina in assoluto al sistema solare, ben osservabile anche ad occhio nudo in quanto è composta da tutte le stelle blu che costituiscono le costellazioni del Lupo, del Centauro e della Croce del Sud; la Nube del Lupo viene a collocarsi in una posizione di interruzione fra due dei sottogruppi principali dell'associazione, quello "Scorpione superiore" (US), che comprende la cosiddetta Associazione di Antares (Scorpius OB2), e quello "Centauro superiore-Lupo" (UCL), che costituisce la sezione centrale dell'associazione. L'età di questi due sottogruppi è rispettivamente di 5-6 milioni di anni e 14 milioni di anni. La conoscenza delle dinamiche che hanno condotto alla formazione e all'evoluzione di questa grande associazione riveste un ruolo chiave nel capire l'origine della Nube del Lupo.

Secondo alcuni modelli molto semplificati, i processi di formazione stellare che hanno portato alla nascita dell'Associazione Scorpius-Centaurus avrebbero avuto luogo inizialmente nella parte settentrionale del gruppo Centauro superiore-Lupo, circa 17 milioni di anni fa, e si sarebbe poi estesa in direzione sud, al gruppo Centauro inferiore-Croce, raggiungendo il culmine circa 12 milioni di anni fa; le nuove stelle sarebbero state concentrate inizialmente in piccoli ammassi e filamenti circondati da gas, contenenti decine o centinaia di stelle. Il gas residuo della nube molecolare progenitrice sarebbe stato successivamente spazzato via dall'azione combinata del vento stellare e dall'eventuale esplosione di supernovae. Circa 6 milioni di anni fa questi processi generativi si sono estesi alle nubi poste a sud dell'equatore galattico, in particolare nella regione della Nube del Camaleonte.[7]

A partire da 12 milioni di anni fa, la bolla causata dal vento stellare delle giovani stelle del gruppo Centauro superiore-Lupo ha iniziato la sua espansione, forse accelerata ulteriormente dall'esplosione di qualche supernova in un secondo momento; queste supernovae furono il frutto della veloce evoluzione delle componenti più massicce del gruppo stellare appena formato. Circa 5 milioni di anni fa la grande pressione generata dal fronte di espansione della bolla ha compresso la nube molecolare situata in corrispondenza dell'attuale gruppo di stelle che formano la testa dello Scorpione, generando la parte più giovane dell'associazione, il gruppo Scorpione superiore o Scorpius OB2.[8]

L'ondata di formazione stellare che ha interessato la nube dello Scorpione settentrionale ha generato in totale circa 2500 stelle, fra le quali alcune particolarmente massicce, delle supergiganti con una massa superiore alle 10 M; queste stelle sono esplose in seguito come supernovae e la potente onda d'urto generatasi ha spazzato via quasi completamente il gas residuo dell'antica nube molecolare, investendo l'adiacente Nube di Rho Ophiuchi nell'arco dell'ultimo milione di anni, favorendo in questa regione l'intensa attività di formazione stellare che è possibile osservare ancora oggi.[9] Questa stessa onda d'urto avrebbe investito anche la regione dove attualmente si osserva la Nube del Lupo, comprimendone i gas e favorendo così la formazione stellare.[10]

Fenomeni di formazione stellare

HH 186-187, situato all'interno di Lupus 1.

I fenomeni di formazione stellare all'interno della Nube del Lupo riguardano la nascita di stelle di piccola e media massa; queste stelle in formazione, essendo immerse nei gas della nube, appaiono oscurate e sono pertanto visibili come sorgenti di radiazione infrarossa. Le sorgenti più luminose sono state identificate dall'IRAS; fra queste, quelle sicuramente appartenenti all'ambiente della Nube del Lupo sono 17, associate a diversi oggetti stellari giovani e stelle di pre-sequenza principale, come le variabili RU Lupi, IN Lupi e EX Lupi. Gran parte di queste sorgenti si concentrano nelle prime tre sottostrutture, Lupus 1, 2 e 3.[2]

Una delle sorgenti più studiate della regione è IRAS 15398–3359, associata alla nube Lupus 1 e legata ad un getto molecolare dell'età dinamica di circa 2000 anni e una massa di 0,0007 M. L'oggetto centrale da cui si origina questo getto sarebbe una giovane protostella in accrescimento; ad essa è anche associata una nebulosa più estesa, identificata come oggetto di Herbig-Haro e catalogata come HH 185, osservabile anche nella banda della luce visibile.[11] Una seconda sorgente ben nota e studiata all'interno di Lupus 3 è la debole IRAS 16054–3857, in quanto sembrerebbe coincidere con una protostella di bassa luminosità di Classe 0, ossia nella primissima fase della sua formazione; il globulo legato a questa sorgente è associato all'oggetto HH 78 e avrebbe una massa compresa fra 5 e 10 M.[12]

Fra le nubi Lupus 1, Lupus 2 e Lupus 3 sono stati individuati in totale 7 oggetti HH, in gran parte associati ad oggetti stellari giovani ben noti; fra questi spicca HH 55, che sebbene si trovi nei pressi della giovane stella RU Lupis, non è fisicamente legato ad essa, ma viene generato da un oggetto di bassissima luminosità situato nelle sue vicinanze.[13]

Componenti stellari

Le popolazioni stellari legate alla Nube del Lupo si mostrano assai eterogenee; sebbene infatti la nube ospiti una ricca popolazione stel stelle T Tauri, la loro distribuzione e concentrazione è fortemente variabile, in funzione all'attività di formazione stellare presente nelle varie componenti della regione.

La popolazione di stelle T Tauri

Altre stelle variabili

Note

  1. ^ a b c Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  2. ^ a b c d e f g Comerón, F., The Lupus Clouds, in Handbook of Star Forming Regions, Volume II: The Southern Sky ASP Monograph Publications, vol. 5, dicembre 2008, p. 295. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  3. ^ de Zeeuw, P.T., Hoogerwerf, R., de Bruijne, J.H.J., Brown, A.G.A., & Blaauw, A., A Hipparcos Census of Nearby OB Associations, in Astronomical Journal, vol. 117, 1999, pp. 354–399, DOI:10.1086/300682.
  4. ^ Bertout, C.; Robichon, N.; Arenou, F., Revisiting Hipparcos data for pre-main sequence stars, in Astronomy and Astrophysics, vol. 352, dicembre 1999, pp. 574-586. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  5. ^ Makarov, Valeri V., The Lupus Association of Pre-Main-Sequence Stars: Clues to Star Formation Scattered in Space and Time, in The Astrophysical Journal, vol. 658, nº 1, marzo 2007, pp. 480-486, DOI:10.1086/511261. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  6. ^ Hara, Atsushi; Tachihara, Kengo; Mizuno, Akira; Onishi, Toshikazu; Kawamura, Akiko; Obayashi, Ayano; Fukui, Yasuo, A Study of Dense Cloud Cores and Star Formation in Lupus: C18O J = 1-0 Observations with NANTEN, in Publications of the Astronomical Society of Japan, vol. 51, dicembre 1999, pp. 895-910. URL consultato il 23 ottobre 2010.
  7. ^ Preibisch, T., Mamajek, E., The Nearest OB Association: Scorpius-Centaurus (Sco OB2), in Handbook of Star Forming Regions, Volume II: The Southern Sky, vol. 5, dicembre 2008, p. 235.
  8. ^ de Geus, E.J., Interaction of Stars and Interstellar Matter in Scorpio Centaurus, in Astronomy & Astrophysics, vol. 262, 1992, pp. 258–270.
  9. ^ Motte, F.; Andre, P.; Neri, R., The initial conditions of star formation in the rho Ophiuchi main cloud: wide-field millimeter continuum mapping, in Astronomy and Astrophysics, vol. 336, agosto 1998, pp. 150-172. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  10. ^ Tachihara, Kengo; Toyoda, Shuichiro; Onishi, Toshikazu; Mizuno, Akira; Fukui, Yasuo; Neuhäuser, Ralph, 12CO Molecular Cloud Survey and Global Star Formation in Lupus, in Publications of the Astronomical Society of Japan, vol. 53, nº 6, dicembre 2001, pp. 1081-1096. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  11. ^ Tachihara, Kengo; Dobashi, Kazuhito; Mizuno, Akira; Ogawa, Hideo; Fukui, Yasuo, 13CO (J= 1--0) Observations of the Lupus Molecular Clouds, in Publications of the Astronomical Society of Japan, vol. 48, giugno 1996, pp. 489-502. URL consultato il 23 ottobre 2010.
  12. ^ Teixeira, Paula S.; Lada, Charles J.; Alves, João F., From Dusty Filaments to Cores to Stars: An Infrared Extinction Study of Lupus 3, in The Astrophysical Journal, vol. 629, nº 1, agosto 2005, pp. 276-287, DOI:10.1086/430849. URL consultato il 23 ottobre 2010.
  13. ^ Graham, J. A.; Chen, W. P., Aging jets from low-mass stars, in Astronomical Journal, vol. 108, nº 6, dicembre 1994, pp. 2273-2275, DOI:10.1086/117240. URL consultato il 23 ottobre 2010.

Bibliografia

Testi generali

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: Hidden Treasures, Cambridge University Press, 2007, ISBN 0-521-83704-9.
  • (EN) Robert Burnham, Jr, Burnham's Celestial Handbook: Volume Two, New York, Dover Publications, Inc., 1978.
  • (EN) Thomas T. Arny, Explorations: An Introduction to Astronomy, 3 updatedª ed., Boston, McGraw-Hill, 2007, ISBN 0-07-321369-1.
  • AA.VV, L'Universo - Grande enciclopedia dell'astronomia, Novara, De Agostini, 2002.
  • J. Gribbin, Enciclopedia di astronomia e cosmologia, Milano, Garzanti, 2005, ISBN 88-11-50517-8.
  • W. Owen, et al, Atlante illustrato dell'Universo, Milano, Il Viaggiatore, 2006, ISBN 88-365-3679-4.

Testi specifici

Sull'evoluzione stellare

  • (EN) C. J. Lada, N. D. Kylafits, The Origin of Stars and Planetary Systems, Kluwer Academic Publishers, 1999, ISBN 0-7923-5909-7.
  • A. De Blasi, Le stelle: nascita, evoluzione e morte, Bologna, CLUEB, 2002, ISBN 88-491-1832-5.
  • C. Abbondi, Universo in evoluzione dalla nascita alla morte delle stelle, Sandit, 2007, ISBN 88-89150-32-7.

Sulla Nube del Lupo

  • Comerón, F., The Lupus Clouds, in Handbook of Star Forming Regions, Volume II: The Southern Sky ASP Monograph Publications, vol. 5, dicembre 2008, p. 295.

Carte celesti

  • Toshimi Taki, Taki's 8.5 Magnitude Star Atlas, su asahi-net.or.jp, 2005. - Atlante celeste liberamente scaricabile in formato PDF.
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0, 2ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlate

Collegamenti esterni

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