Regione di Scorpius OB1

Regione di Scorpius OB1
Regione H II
ScoOB1.jpg
Dati osservativi
(epoca J2000.0)
CostellazioneScorpione
Ascensione retta16h 53m :[1]
Declinazione-41° 57′ :[1]
Coordinate galattichel = 343.3; b = +01,2[1]
Distanza5216[2] a.l.
(1600[2] pc)
Dimensione apparente (V)
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Galassia di appartenenzaVia Lattea
Caratteristiche rilevantiassociazione OB connessa a nebulosità
Altre designazioni
NGC 6231
Mappa di localizzazione
Regione di Scorpius OB1
Scorpius IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 16h 53m 00s, -41° 57′ 00″

La regione di Scorpius OB1 è una grande regione nebulosa della Via Lattea situata sul Braccio del Sagittario, in cui importanti fenomeni di formazione stellare hanno generato diverse decine di stelle di grande massa, riunite in un'estesa associazione OB.

Osservazione

Mappa di Scorpius OB1.

La regione di Scorpius OB1 si osserva senza difficoltà anche con un piccolo strumento, come un binocolo; la sua posizione è facilmente individuabile, trovandosi poco a nord della coppia di stella formata da ζ1-ζ2 Scorpii, che essendo di quarta magnitudine è ben visibile anche ad occhio nudo. Senza strumenti può essere individuato anche il nucleo della regione, il brillante ammasso aperto NGC 6231, che costituisce il corpo centrale dell'associazione. Un binocolo di medie dimensioni è in grado di risolvere quest'ammasso in decine di componenti molto vicine fra loro, mentre tutt'attorno ad esso si dispongono numerose stelle azzurre, immerse a loro volta in un ricchissimo campo stellare. Le nebulosità associate, specialmente sul lato settentrionale, sono ben rilevabili nelle foto a lunga posa o composite, in cui possono anche notarsi alcuni dei filamenti situati sul lato opposto, a sud della coppia di ζ Scorpii.

Per gli osservatori dall'emisfero boreale la visibilità risulta comunque penalizzata: la declinazione di Scorpius OB1 è infatti moderatamente australe, e comporta che diventi visibile sopra l'orizzonte meridionale solo a partire dalle latitudini dell'Europa meridionale, ben a sud del 50º parallelo nord; una buona visibilità è possibile dalle regioni temperate inferiori o tropicali. L'emisfero australe è di contro la posizione ideale per la sua osservazione, essendo visibile per buona parte delle notti dell'anno da tutte le sue regioni poste al di fuori della fascia tropicale.[3]

Struttura

La regione dell'associazione Scorpius OB1 è un gruppo molto esteso di stelle giovani e massicce, appartenenti alle prime classi spettrali (O e B); è situata nei pressi del bordo esterno del Braccio del Sagittario, ossia sulla parte rivolta verso la direzione del sistema solare, che si trova sul Braccio di Orione, il braccio di spirale subito più esterno a quello del Sagittario. Il nucleo centrale dell'associazione è composto dal brillante ammasso NGC 6231, la cui radiazione integrata di tutte le sue componenti eccita e ionizza i gas dei complessi nebulosi situati nelle vicinanze, fra cui spicca Gum 55.[2] Questa grande nube è situata sul bordo meridionale della regione e possiede una forma insolita, simile ad un anello allungato centrato presso le stelle di NGC 6231, estesa fino a 5°.[4] Sulla linea di vista si sovrappongono alcune aree nebulose minori situate in realtà alla distanza di appena 100-300 parsec dal Sole e probabilmente connesse alla Nube del Lupo, nel Braccio di Orione; queste sottili nebulose sono responsabili della leggera estinzione osservata nelle stelle di Scorpius OB1.[5]

La distanza di questa regione galattica così appariscente è stata studiata da diversi gruppi di ricerca, che hanno presentato valori talvolta contrastanti nelle loro pubblicazioni. I primi studi basati sulle rilavazioni fotometriche hanno fornito una distanza di circa 1800 parsec (5870 anni luce);[4] questo valore passò negli studi successivi alternativamente da un minimo di 600 parsec, ottenuto tramite la misurazione della parallasse delle stelle di classe O (che per altro in alcuni casi risultava negativa, ossia priva di significato) e ritenuto improbabile dagli stessi autori,[6] fino ai 1900[7] e 2100 parsec.[8] Il valore di distanza medio e più comunemente accettato sembra essere però quello di circa 1600 parsec, corrispondenti a 5216 anni luce.[9][2]

L'età dell'ammasso centrale è stata invece stimata utilizzando i dati provenienti da diverse misurazioni, dallo studio della sequenza principale di età zero (ZAMS) fino alle caratteristiche delle numerose stelle di Wolf-Rayet contenute nella regione; queste misurazioni concordano tutte sul fatto che le componenti stellari del complesso possiedono una giovanissima età, che sarebbe compresa mediamente fra i 2,5 e i 4,5 milioni di anni per quanto riguarda le stelle più massicce[9][10] e fra 1 e 12 milioni di anni per le componenti stellari di piccola e media massa.[9]

Fenomeni di formazione stellare

Componenti stellari

Note

  1. ^ a b c Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 15 ottobre 2010.
  2. ^ a b c d Reipurth, B., Young Stars in NGC 6231 and the Sco OB1 Association, in Handbook of Star Forming Regions, Volume II: The Southern Sky ASP Monograph Publications, vol. 5, dicembre 2008, p. 401. URL consultato il 15 ottobre 2010.
  3. ^ Una declinazione di 41°S equivale ad una distanza angolare dal polo sud celeste di 49°; il che equivale a dire che a sud del 49°S l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a nord del 49°N l'oggetto non sorge mai.
  4. ^ a b Bok, B. J.; Bok, P. F.; Graham, J. A., A photometric study of the I Scorpii association, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 131, 1966, p. 247. URL consultato il 16 ottobre 2010.
  5. ^ Neckel, Th.; Klare, G., The spatial distribution of the interstellar extinction, in Astronomy and Astrophysics Supplement Series, vol. 42, novembre 1980, pp. 251-281. URL consultato il 16 ottobre 2010.
  6. ^ Makarov, Valeri V., Improved Hipparcos Parallaxes of Coma Berenices and NGC 6231, in The Astronomical Journal, vol. 126, nº 5, novembre 2003, pp. 2408-2410, DOI:10.1086/378483. URL consultato il 16 ottobre 2010.
  7. ^ Baume, G.; Vázquez, R. A.; Feinstein, A., UBVI imaging photometry of NGC 6231, in Astronomy and Astrophysics Supplement, vol. 137, giugno 1999, pp. 233-244, DOI:10.1051/aas:1999245. URL consultato il 16 ottobre 2010.
  8. ^ Garrison, R. F.; Schild, R. E., The main sequence of NGC 6231, in Astronomical Journal, vol. 84, luglio 1979, pp. 1020-1024, DOI:10.1086/112506. URL consultato il 16 ottobre 2010.
  9. ^ a b c Sung, Hwankyung; Bessell, Michael S.; Lee, See-Woo, UBVRI and H-alpha photometry of the young open cluster NGC 6231, in Astronomical Journal, vol. 115, febbraio 1998, p. 734, DOI:10.1086/300207. URL consultato il 16 ottobre 2010.
  10. ^ Santos, Joao F. C., Jr.; Bica, Eduardo, Reddening and age for 11 Galactic open clusters from integrated spectra, in Royal Astronomical Society, Monthly Notices, vol. 260, nº 4, febbraio 1993, pp. 915-924, DOI:10.1086/300207. URL consultato il 16 ottobre 2010.

Bibliografia

Testi generali

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: Hidden Treasures, Cambridge University Press, 2007, ISBN 0-521-83704-9.
  • (EN) Robert Burnham, Jr, Burnham's Celestial Handbook: Volume Two, New York, Dover Publications, Inc., 1978.
  • (EN) Thomas T. Arny, Explorations: An Introduction to Astronomy, 3 updatedª ed., Boston, McGraw-Hill, 2007, ISBN 0-07-321369-1.
  • AA.VV, L'Universo - Grande enciclopedia dell'astronomia, Novara, De Agostini, 2002.
  • J. Gribbin, Enciclopedia di astronomia e cosmologia, Milano, Garzanti, 2005, ISBN 88-11-50517-8.
  • W. Owen, et al, Atlante illustrato dell'Universo, Milano, Il Viaggiatore, 2006, ISBN 88-365-3679-4.

Testi specifici

Sull'evoluzione stellare

  • (EN) C. J. Lada, N. D. Kylafits, The Origin of Stars and Planetary Systems, Kluwer Academic Publishers, 1999, ISBN 0-7923-5909-7.
  • A. De Blasi, Le stelle: nascita, evoluzione e morte, Bologna, CLUEB, 2002, ISBN 88-491-1832-5.
  • C. Abbondi, Universo in evoluzione dalla nascita alla morte delle stelle, Sandit, 2007, ISBN 88-89150-32-7.

Sull'associazione Scorpius OB1

Carte celesti

  • Toshimi Taki, Taki's 8.5 Magnitude Star Atlas, su asahi-net.or.jp, 2005. - Atlante celeste liberamente scaricabile in formato PDF.
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0, 2ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlate

Collegamenti esterni

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