Regione di Vulpecula OB1

Regione di Vulpecula OB1
Regione H II
VulOB1.jpg
Dati osservativi
(epoca J2000.0)
CostellazioneLucertola
Ascensione retta19h 44m :[1]
Declinazione+24° 13′ :[1]
Coordinate galattichel = 98,2; b = -12,9[1]
Distanza7500[2] a.l.
(2300[2] pc)
Dimensione apparente (V)
Caratteristiche fisiche
TipoRegione H II
Galassia di appartenenzaVia Lattea
Dimensioni326 a.l.
(100 pc)
Caratteristiche rilevantiassociazione OB connessa a nebulosità
Altre designazioni
Sh2-86, 87, 88, 90
Mappa di localizzazione
Regione di Vulpecula OB1
Lacerta IAU.svg
Categoria di regioni H II

Coordinate: Carta celeste 19h 44m 00s, +24° 13′ 00″

La regione di Vulpecula OB1 comprende un gruppo di deboli nebulose di gas ionizzato di varie dimensioni legate a un'associazione di stelle giovani e calde, l'associazione OB nota come Vulpecula OB1.

Osservazione

Mappa della regione di Vulpecula OB1.

La regione dell'associazione Vulpecula OB1 si presenta alla semplice osservazione ad occhio nudo come una zona oscura della Via Lattea, fortemente oscurata da grandi complessi nebulosi non illuminati che frappongono sulla linea di vista. L'individuazione di questa regione è relativamente semplice, trovandosi a circa 6° in direzione sudovest rispetto alla famosa stella Albireo (β Cygni). Tramite l'utilizzo di un binocolo 10x50 sono visibili soltanto alcune stelle di ottava e nona magnitudine, molte delle quali non fanno fisicamente parte dell'associazione, trovandosi in primo piano; fra queste stelle visibili, infatti, soltanto un paio di esse, dal colore azzurrognolo appartengono realmente a Vulpecula OB1.

Attraverso un telescopio amatoriale di medie dimensioni (120-150mm) è possibile distinguere un leggerissimo addensamento di stelle azzurre di magnitudine compresa fra la nona e la dodicesima, mescolate ad altre di pari magnitudine ma dai colori più tendenti al giallo-arancione; gran parte delle stelle azzurre osservabili qui appartengono fisicamente all'associazione e si concentrano attorno al debole ammasso aperto NGC 6820. Le foto a lunga posa rivelano in questa zona delle estese nebulose a emissione molto deboli, la più notevole delle quali è indicata con la sigla Sh2-86, cui è associato l'ammasso NGC 6820.

Benché questa regione stellare si trovi nell'emisfero celeste boreale, a causa della sua bassa declinazione la sua osservazione è possibile da tutte le aree popolate della Terra;[3] nell'emisfero nord la Volpetta è una delle costellazioni minori più caratteristiche del cielo estivo e inizio-autunnale, essendo posta all'interno dell'asterismo del Triangolo Estivo.

Struttura

Fenomeni di formazione stellare

Componenti stellari

Note

  1. ^ a b c Simbad Query Result, su simbad.u-strasbg.fr. URL consultato il 11 giugno 2010.
  2. ^ a b Billot, N.; Noriega-Crespo, A.; Carey, S.; Guieu, S.; Shenoy, S.; Paladini, R.; Latter, W., Young Stellar Objects and Triggered Star Formation in the Vulpecula OB Association, in The Astrophysical Journal, vol. 712, nº 2, aprile 2010, pp. 797-81, DOI:10.1088/0004-637X/712/2/797. URL consultato il 11 giugno 2010.
  3. ^ Una declinazione di 24°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 66°; il che equivale a dire che a nord del 66°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 66°S l'oggetto non sorge mai.

Bibliografia

Testi generali

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: Hidden Treasures, Cambridge University Press, 2007, ISBN 0-521-83704-9.
  • (EN) Robert Burnham, Jr, Burnham's Celestial Handbook: Volume Two, New York, Dover Publications, Inc., 1978.
  • (EN) Thomas T. Arny, Explorations: An Introduction to Astronomy, 3 updatedª ed., Boston, McGraw-Hill, 2007, ISBN 0-07-321369-1.
  • AA.VV, L'Universo - Grande enciclopedia dell'astronomia, Novara, De Agostini, 2002.
  • J. Gribbin, Enciclopedia di astronomia e cosmologia, Milano, Garzanti, 2005, ISBN 88-11-50517-8.
  • W. Owen, et al, Atlante illustrato dell'Universo, Milano, Il Viaggiatore, 2006, ISBN 88-365-3679-4.

Testi specifici

Sull'evoluzione stellare

  • (EN) C. J. Lada, N. D. Kylafits, The Origin of Stars and Planetary Systems, Kluwer Academic Publishers, 1999, ISBN 0-7923-5909-7.
  • A. De Blasi, Le stelle: nascita, evoluzione e morte, Bologna, CLUEB, 2002, ISBN 88-491-1832-5.
  • C. Abbondi, Universo in evoluzione dalla nascita alla morte delle stelle, Sandit, 2007, ISBN 88-89150-32-7.

Sull'associazione Vulpecula OB1

Carte celesti

  • Toshimi Taki, Taki's 8.5 Magnitude Star Atlas, su asahi-net.or.jp, 2005. - Atlante celeste liberamente scaricabile in formato PDF.
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0, 2ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlate

Collegamenti esterni

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